Seawatching a Lerici - PERCORSO 6 - Eco del Mare

Girata completamente la punta di Maramozza, entriamo nel “SENO DI MEZZANA”, conosciuto meglio come “ECO DEL MARE”.
 L'Eco del Mare è delimitato a sinistra di chi guarda dal mare dalla punta di Maramozza e a destra dalla punta di Mezzana. L’insenatura ospita nei suoi fondali una piccola secca ed uno scoglio centrale saldato alla costa da un arco di roccia subacqueo che con un lungo buco passante nella roccia crea un meraviglioso angolo di fondale.
Nella parte centrale della costa rocciosa si apre ad una profondità di circa quattro metri l’ingresso di una stupenda grotta subacquea, lunga una quarantina di metri; dopo 6-8 metri dall’ingresso già si può emergere in quanto la grotta contiene una enorme quantità di aria respirabile; in fondo, la grotta si restringe formando un piccolo passaggio che, con una breve apnea, conduce ad un vasto camerone di acqua bassa con la volta altissima, fessurata alla sua sommità da un’altra irraggiungibile spaccatura.

eco del mare

Questa grotta potrebbe contenere reperti archeologici ed ossa di antichi mammiferi al pari di quanto ritrovato nelle grotte della Palmaria, considerando il fatto che il livello del mare nella preistoria era molto più basso rispetto al livello attuale
La grotta per la sua spettacolarità viene chiamata “LA CATTEDRALE”.
Tra il Seno e la Punta di Mezzana troviamo  un enorme scoglio portante vegetazione, dove si apre un’ampia caverna denominata, “DEGLI SCAFFARI o SCAFFALI”. Il suo nome deriva dal longobardo “SKAF”, che significa “apparecchiatura di tavole”(come impalcatura), perché in estate, trattandosi di un luogo fresco, si montavano strutture ed accendevano fuochi per tingere le reti con la corteccia di pino dentro i calderoni.

La “PUNTA DI MEZZANA”, chiamata anche “LA LAMA”, in quanto stretta e lunga, è attraversata da due stretti passaggi, praticabili per gli appassionati dello snorkeling.
Una piccola curiosità: in punta si apre una piccola caverna chiamata in dialetto  “A’ TANA CHE BOFFA” (la tana che soffia) perchè con mare agitato si forma al suo interno una bolla di aria compressa dall’onda che sfiata con forza lanciando acqua e schiuma.


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